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La ceramica di Montopoli in Val d'Arno

Montopoli in Val d'Arno

La tradizione delle fornaci di Montopoli è certamente assai antica, e correlata principalmente alla produzione dei laterizi, che caratterizzano gli edifici locali fin dal Medioevo. Lo Statuto di Montopoli del 1360 cita direttamente l'attività dei fornaciai, mentre un'area sul Montevecchio, il colle a sud-est del capoluogo, era tradizionalmente indicata come quella delle formaci, ed è molto probabile che qui siano state prodotte anche ceramiche per uso domestico.

Un'altra area di produzione ceramica, anch'essa indicata dalla tradizione, sarebbe localizzata presso il podere "La Marginetta": in quei pressi (a Casa Guerriera) la ricerca di superficie ha restituito frammenti di olle, catini e tegole, databili tra XII e XIV secolo, oltre a maiolica arcaica riferibile agli anni centrali del Trecento.

Nel 1835, durante gli scavi di fondazione di Villa Belvedere, furono trovati numerosi reperti di ceramica invetriata, a testimoniare un altro probabile luogo di produzione. Più recentemente, presso palazzo Rossetti, sono stati rivenuti vari reperti maiolicati, con datazioni dal 1658 al 1760. Dai documenti risulta come, nel 1577, a Montopoli operassero sei lavoratori della terracotta iscritti all'Arte dei Fabbricanti e Artieri, che includeva fornaciai, vasellai e stovigliai. Fu però nel XIX secolo che Montopoli ospitò l'attività ceramica più significativa: quella promossa da Dante Milani.