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I primi insediamenti
umani nel territorio sestese avvennero in epoca preistorica. Alcuni
millenni dopo, nel VII-VI secolo a. C., gli etruschi abitarono le
pendici meridionali di Monte Morello; costituiscono importanti
testimonianze della loro civiltà le tombe della Montagnola e della
Mula. In epoca romana l'abitato continuò al estendersi in pianura
lungo l'antica via Cassia; il nome Sesto
deriva dalla vicinanza dell’abitato con la pietra miliare che
segnava il sesto miglio di distanza da Firenze. La denominazione
fiorentino fu aggiunta solo nel 1869.
Nel medioevo il paese fu a lungo sotto il dominio del
vescovato fiorentino. L’esosità delle tasse imposte dal vescovato
causò una crescente insofferenza della popolazione ed un tentativo
di ribellione che costò ai sestesi la scomunica nel 1260.
Sesto passò successivamente sotto il controllo della Repubblica
Fiorentina e fu inclusa nella podesteria della quale faceva parte
anche Fiesole.
Nel Rinascimento, grazie al generale miglioramento delle condizioni
di vita e alla bonifica degli stagni e delle paludi che circondavano
il paese, Sesto conobbe un certo sviluppo. Molti possessi e antiche
dimore, acquistati da nobili e da ricchi mercanti fiorentini, furono
trasformati in residenze di campagna e ville con parchi e giardini.
Tra queste spicca ancora oggi Villa Guicciardini Corsi Salviati,
continuamente abbellita ed ampliata tra il '500 e la prima metà del
'700.
La fondazione della Manifattura Ginori (nel 1737, e il suo
continuo sviluppo modificarono progressivamente, nel XVIII e nel XIX
secolo, la struttura economica e sociale della città. Verso la fine
dell’800, mentre in tutta Italia era in atto un processo di
industrializzazione, anche a Sesto iniziarono ad essere fondati
laboratori e manifatture che operavano in diversi settori
produttivi: da quello della ceramica a quello dei saponi, da quello
alimentare a quello della paglia; tali aziende affiancarono la
Richard-Ginori che con i suoi 1.400 addetti costituiva di gran lunga
l’azienda di maggiori dimensioni, con un peso preminente
nell’economia sestese.
In quello stesso periodo si sviluppò nella città una forte coscienza
civile e democratica che rimase inalterata anche nei durissimi anni
della dittatura fascista e che si espresse nella partecipazione dei
sestesi alla guerra di Liberazione e alla nascita della Repubblica.
L'ultimo scorcio del ‘900 ha visto l’espansione di nuovi comparti economici: terziario e grande distribuzione in particolare, mentre nel settore manifatturiero si sono sviluppate aziende che operano nel campo della chimica, della meccanica, della tecnologia informatica avanzata e della moda. Queste imprese affiancano la produzione di ceramica che costituisce ancora un elemento importante nell’economia sestese, oltre che una parte fondamentale del patrimonio storico e culturale della città.
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Il Palazzo Pretorio
in una vecchia cartolina
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