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Il territorio aretino è noto per esser stato sin dall’Antichità una delle aree vocate alla fabbricazione della ceramica, visto che nella città d’Arezzo prese il via, nella seconda metà del I secolo a. C., quel rinnovamento della produzione fittile segnata dalla definitiva scomparsa dei vasi a “vernice nera” e dalla nascita della “terra sigillata”, un tempo nota appunto come “aretina”.
Poco sappiamo delle produzioni aretine d’epoca
medievale, ma è evidente che esse interessarono anche la “città
dominante”, al cui interno restano a lungo le tracce dell’attività
ceramistica, che si avvalse probabilmente, tra Medioevo ed Età
Moderna, anche di apporti esterni, vista la presenza di vasai senesi
e montelupini, questi ultimi appartenenti alla famiglia dei Sartori.
Non è dunque possibile affermare - come fece il Pasqui, a ciò spinto
dal Ballardini - che in Arezzo non fosse mai stata fabbricata la
maiolica, ma soltanto la ceramica ingobbiata, ritenuta un tempo
prodotto di rango più vile.
E’ peraltro assai probabile che anche in Cortona, Sansepolcro ed in
altre popolose “terre murate” aretine, quali Castiglion Fiorentino,
si sia prodotta ceramica; per Sansepolcro, in particolare, la cui
argilla è ben nota per qualità, vi sono tracce della presenza di
vasai già nel corso del XIV secolo, e l’attestazione di una maiolica
ivi fabbricata nella seconda metà del Settecento.
Fatte salve le
precedenti considerazioni, la produzione ceramica nell’aretino è
oggi legata alla vicenda della fornace da maioliche costruita sul
finire del Settecento nella villa di Catrosse, in quel di Cortona;
ad essa possiamo aggiungere adesso i centri di
Anghiari e Monte San
Savino, finalmente oggetto di studi bene indirizzati.
Per molti aspetti straordinaria, ma ancora tutta da indagare,
risulta infine la vicenda di Cancelli, odierna frazione del comune
di Reggello, nel Valdarno aretino. In questo luogo venne a
concentrarsi sin dal XIV secolo la produzione del pentolame da
cucina, per lunghi secoli esportato verso la pianura fiorentina,
nonostante l’impetuosa crescita delle fornaci da pentole, che
spuntarono come i funghi nei paesi del Valdarno medio e inferiore
sul finire dell’Età Moderna.
Fausto Berti
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