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Al territorio che vide
come “città dominante” Firenze possiamo unire, per uniformità ed
omogeneità, quello di Prato, che fu la prima tra le città della
Toscana a far parte di quello che poi sarebbe divenuto lo “stato
fiorentino”.
In quest’area, la più popolata della Toscana, oltre ai centri di
fabbrica di Bacchereto, Borgo San Lorenzo,
Impruneta,
Montelupo,
Sesto Fiorentino e Signa,
sono da segnalare attività ceramistiche di varia natura
(fabbricazione di maioliche, pentolame, etc.) nei due centri
maggiori.
A Firenze lavorarono vasai immigrati da Bacchereto, Montelupo,
Impruneta ed altri centri di fabbrica di quel territorio, mentre a
Prato furono soprattutto attivi i baccheretani.
I centri d’elezione
della ceramica grezza furono Impruneta e Montelupo, ove si
fabbricarono orci, conche, ma anche catini e brocche per il
trasporto e la conservazione dell’acqua; manufatti di questo genere,
ma foggiati al tornio, furono prodotti anche in
Bacchereto.
A Figline, località prossima a Prato, si fabbricarono catini (detti
appunto “figlinesi”) per gli usi domestici, utilizzando l’antico
metodo, documentato anche in Montelupo, della tornitura nella
matrice.
Una produzione di brocche da acqua si segnala pure a Montaione,
località della Valdelsa più nota per la sua produzione vetraria.
La ceramica smaltata fu prodotta tra Quattro e Cinquecento in
Mercatale Val di Pesa, nei pressi di San Casciano, da vasai emigrati
da Montelupo e Bacchereto, e lo stesso avvenne in Pontorme ed
Empoli, due popolose “terre murate” del Valdarno; in quest’ultima fu
aperta nel 1765 una manifattura di maioliche dall’albisolese
Domenico Lorenzo Levantino, e vi rimase in attività sino al 1820
circa.
In quegli anni anche a Doccia, assieme alla porcellana, si
fabbricava maiolica di grande qualità.
Castelfiorentino in Valdelsa fu apprezzabile centro di fabbrica della ceramica ingobbiata (soprattutto graffita e dipinta), e probabilmente, al pari di Fucecchio, Pontorme ed Empoli, estese la sua attività per quasi tre secoli (dal XV al XVIII), accoppiandola alla fabbricazione di terrecotte e di pentolame da cucina, attività nella quale, dall’inizio del Settecento primeggeranno le fornaci di Montelupo e quelle della vicina Capraia.
Fausto Berti
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