[ Salta il menu e vai direttamente ai contenuti ]
La ripresa della
coltivazione dell’olivo, avvenuta dopo la grande gelata del 1709 -
evento climatico culminante della cosiddetta “piccola glaciazione” –
determinò in Toscana una più intensa produzione di contenitori
destinati allo stoccaggio dell’olio, effettuata in un numero
crescente di unità produttive, non poche delle quali, secondo il
modello di industria semirurale che fu tipica dell’Età Moderna,
ancora disseminate nelle campagne. Nel corso del XVIII secolo, però,
si nota come la fabbricazione delle terrecotte tenda a raggrupparsi
in centri di fabbrica specializzati, ove, a fianco di orci e conche,
si producono anche contenitori da giardino (cassette, etc.),
raccordi, tubazioni fittili ed altri generi utilitari foggiati con
l’ausilio del tornio.
Questo fenomeno di localizzazione della fabbricazione delle
terrecotte, spinta dalla crescente importanza dell’olivicoltura
nella Toscana del Settecento, è con ogni probabilità all’origine
dello sviluppo di Petroio, attuale frazione del comune di Trequanda
(Siena), le cui manifatture, sfruttando i filoni argillosi di buona
qualità di Abbadia Sicille, rifornivano di orci, conche ed altri
manufatti per lo stoccaggio i centri olivicoli dell’area senese e di
parte della stessa Valdichiana.
Di particolare
importanza per la storia della produzione locale sono le attività
della famiglia Benocci, proprietaria della ditta più antica, i cui
inizi sarebbero da collocare nel XVIII secolo, anche se la
documentazione attualmente disponibile non consente di risalire ad
epoca anteriore al 1840, allorquando a capo dell’attività si trovava
Eustachio Benocci. Caratteristica dell’antica produzione fittile di
Petroio è quella di affiancare la consistente fabbricazione delle
terrecotte di maggiori dimensioni, adesso foggiate negli stampi di
gesso, a varie lavorazioni a tornio, grazie alle quali si
producevano catinelle, scolapaste, catini, scaldini, ed anche
stoviglie da tavola e pentolame da cucina invetriato.
Nell’immediato dopoguerra le manifatture delle terrecotte che
operavano nel centro storico di Petroio si sono trasferite
all’esterno del paese, per meglio essere rifornite di materie prime
e per spedire più agevolmente i loro manufatti.
Attualmente è ancora
in attività la ditta Benocci, le cui origini giungono forse al XVIII
secolo; per essa abbiamo anche la serie delle trasformazioni
societarie, che però, come si diceva, non risalgono più addietro nel
tempo del 1840, e cioè: Eustachio Benocci e figlio (1840-1911), Ezio
Benocci e fratelli (1912-1945), Ezio e Nello Benocci
(1945-1951), Nello Benocci e figli (1951-1986) e, dal 1986, Carlo Benocci e figli.
Si affiancano a questa impresa la Nenzi e Benocci, anch’essa di
fondazione settecentesca, la Marrangoni, che si fa risalire al 1859,
la Raffaelli e figlio, in attività dal 1950 e la Fatap, fondata nel
1970; questa ditta ha rilevato la Benocci Febo, aperta nel 1959.
[ Torna all'inizio della pagina ]

Lavorazione di un grande vaso in terracotta per mezzo di forme in gesso, nella manifattura più antica
di Petroio.
[ Torna all'inizio della pagina ]
| STORIE DELLA CERAMICA IN TOSCANA |
|---|
[ Torna all'inizio della pagina ]
www.ceramicatoscana.it è il sito dell'Associazione Terre di Toscana | e-mail info@ceramicatoscana.it